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Rassegna Stampa

Lunedì, 25 Febbraio 2013 18:24

I risultati a Salso

Domenica, 24 Febbraio 2013 10:07

Parole Guerriere

Cercavamo una porta per uscire. Eravamo prigionieri del buio. Pensavamo di non farcela. Ci avevano detto che le finestre e le porte erano murate. Che non esisteva un’uscita. Poi abbiamo sentito un flusso di parole e di pensieri che veniva da chissà dove. Da fuori. Da dentro. Dalla Rete, dalle piazze. Erano parole di pace, ma allo stesso tempo parole guerriere. Le abbiamo usate come torce nel buio, come chiavi da girare nella serratura per andare altrove, in posti sconosciuti, verso noi stessi. E ora siamo fuori, siamo usciti nella luce e non ci siamo ancora del tutto abituati. Stringiamo gli occhi e, anche se sappiamo che stiamo percorrendo l’unica via possibile, abbiamo qualche timore, ed è normale. Quello che sta succedendo ora in Italia non è mai successo prima nella storia delle democrazie moderne. Una rivoluzione democratica, non violenta, che sradica i poteri, che rovescia le piramidi. Il cittadino che si fa Stato ed entra in Parlamento in soli tre anni. Abbiamo capito che eravamo noi quella porta chiusa, che le parole guerriere erano da tempo dentro di noi, ma non volevano venire fuori, pensavamo di essere soli e invece eravamo moltitudine. E adesso siamo sorpresi che così tante persone a noi del tutto sconosciute avessero i nostri stessi pensieri, le nostre speranze, le nostre angosce. Ci siamo finalmente riconosciuti uno nell’altro e abbiamo condiviso parole guerriere. Parole che erano state abbandonate da tempo, di cui si era perso il significato, sono diventate delle armi potenti che abbiamo usato per cambiare tutto, per ribaltare una realtà artificiale dove la finanza era economia, la menzogna era verità, la guerra era pace, la dittatura era democrazia. Parole guerriere dal suono nuovo e allo stesso tempo antichissimo, come comunità, onestà, partecipazione, solidarietà, sostenibilità si sono propagate come un’onda di tuono e sono arrivate ovunque annientando la vecchia politica. Siamo diventati consapevoli della realtà. Sappiamo che possiamo contare solo sulle nostre forze, che il Paese è in macerie e che quello che ci aspetta sarà un periodo molto difficile, ci saranno tensioni, problemi, conflitti, ma la via è tracciata. L’abbiamo trovata questa via e ci porta verso il futuro, un futuro forse più povero, ma vero, concreto, solidale e felice. C’è una nuova Italia che ci aspetta. Sarà bellissimo farne parte.

 

GUARDA IL VIDEO

INVITIAMO TUTTI I CITTADINI A RECARSI ALL'UFFICIO ELETTORALE PER UNA FIRMA

ALLA PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE POPOLARE PER L'ABROGAZIONE

IMMEDIATA DEI VITALIZI E DELLE INDENNITA' DI FINE MANDATO DEI CONSIGLIERI

REGIONALI DELL'EMILIA ROMAGNA.

 

PARTECIPA ATTIVAMENTE PER IL TUO FUTURO

Martedì, 19 Febbraio 2013 16:07

Live - Incontro con i Candidati

A partire dalle ore 20.30 potrete vedere in diretta l'incontro con i candidati alle Politiche 2013

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Venerdì, 15 Febbraio 2013 17:12

Incontro con Orlandi? No Grazie

 

INCONTRO CON ORLANDI ?     NO GRAZIE

  

Nei giorni scorsi Matteo Orlandi, candidato sindaco per Cambiare Salsomaggiore, ha richiesto un incontro con tutte le forze politiche della città compreso il Movimento 5 Stelle. Teniamo a rispondere pubblicamente all’invito onde evitare malintesi e speculazioni come già avvenuto in passato.

Premettendo che non sappiamo di cosa voglia parlare con noi Matteo Orlandi, la posizione del Movimento su alleanze con altre forze politiche è ben nota a tutti e ci teniamo a ribadirla. In primo luogo troviamo non corretto verso i cittadini e gli elettori un incontro a porte chiuse. In secondo luogo non reputiamo Matteo Orlandi     un esponente credibile per una forza civica al servizio dei cittadini. Ricordiamo che il portavoce di Cambiare Salsomaggiore è passato dalla presidenza del parco regionale dello Stirone (per chiara nomina politica), ad essere eletto consigliere comunale con i Verdi, successivamente non si è opposto all’amministrazione Tedeschi, con dimissioni immediate, nemmeno quando si è presa la prima sciagurata decisione sulla Bertanella.(2 NUOVI SUPERMERCATI)

Infine è stato eletto alle ultime elezioni nel movimento civico di Cambiare Salsomaggiore.

Durante l’esperienza in Consiglio Comunale abbiamo sempre supportato le idee che ci sembravano buone, a prescindere da chi fosse a proporle. Così abbiamo fatto e così faremo, basandoci semplicemente sulla logica del buon senso e senza bisogno di incontri a porte chiuse con nessuno.

Sperando di aver chiarito una volta per tutte la nostra posizione, ricordiamo a tutti i cittadini che i meetup, che si tengono ogni lunedì al Bar Club 88, sono incontri pubblici. Sul nostro sito www.salso5stelle.it viene pubblicato l’ordine del giorno e con un semplice commento si può richiedere di inserire altri punti allo stesso.

Attendiamo quindi in quella sede tutti coloro che vogliono collaborare con il Movimento 5 Stelle di Salsomaggiore

 

Venerdì, 15 Febbraio 2013 10:12

Viaggio a Roma 22 Febbraio

DOMENICA AL BANCHETTO CHE FAREMO DAVANTI ALLO IATA RACCOGLIEREMO LE ULTIME ADESIONI ALLA PARTECIPAZIONE ALLA CHIUSURA DELLO TSUNAMI TOUR PER IL 22 FEBBRAIO A ROMA.

Mercoledì, 13 Febbraio 2013 10:08

Commissario al Baistrocchi

GAZZETTA DI PARMA, MERCOLEDÌ 13 FEBBRAIO 2013

Salsomaggiore

IL CASO SU RICHIESTA DI COMUNE DI PARMA E PROVINCIA

Baistrocchi verso il commissariamento. Nei giorni scorsi è partito il procedimento di scioglimento del Consiglio di amministrazione del centro termale. Ad avviarlo, l'assessore regionale Carlo Lusenti. L'assessore (la Regione infatti ha le competenze sulle strutture sanitarie) ha annunciato in una lettera agli enti proprietari (socio maggioritario è il Comune di Parma, dal maggio dello scorso anno guidato dal Movimento 5 stelle), che verrà sottoposta alla giunta la proposta di scioglimento del cda, presieduto dal salsese Roberto Milani, e l'avvio del percorso di commissariamento. Baistrocchi in questi anni è stato oggetto di numerose polemiche, mentre è in corso anche un processo che vede il rinvio a giudizio per abuso d'ufficio dell'attuale presidente Milani e del precedente cda in merito all'assunzione del direttore generale Lupo Barral, rappresentante di spicco del Pdl locale nonché ex vicesindaco ed assessore nell'amministrazione Carancini. Inoltre, è in corso anche un contenzioso legale fra il Baistrocchi e le Terme di Salso per il pagamento per l'utilizzo delle acque termali, mentre non sono mancate polemiche sul fatto che l'ente, in quanto Ipab, potesse usufruire di agevolazioni fiscali: una forma giuridica ritenuta ormai anacronistica in quanto il Baistrocchi eroga servizi anche non sanitari. E fra i compiti del commissario ci sarà anche quello appunto di trasformare l'ente da Ipab in Fondazione, come previsto dalle legge regionale. La possibilità del commissariamento circolava già da tempo, anche alla luce delle numerose richieste in tale senso da parte degli enti proprietari, in particolare Comune di Parma e Provincia. Nella lettera, infatti, l'assessore regionale ricorda come sia pervenuta una nota del sindaco di Parma e del presidente della Provincia in cui «si chiede all’amministrazione regionale l'adozione del provvedimento di scioglimento del cda». «La richiesta si fonda - spiega nella missiva l'assessore - su una serie di motivazioni riassumibili nella definitiva rottura del necessario rapporto di fiducia che deve intercorrere fra enti consorziati e cda, e sul fatto che la permanenza in carica dell'attuale cda ed in particolare del suo presidente, possano arrecare grave pregiudizio per gli interessi del Baistrocchi», e di come «Comune e Provincia esprimano preoccupazione per la situazione del consorzio e per la difficoltà di portare a conclusione l'iter di trasformazione istituzionale dello stesso». Trasformazione, come prevede la legge, da attuale consigli Ipab a Fondazione. L'assessore quindi, «ritenuto che la difficile situazione rappresentata dal sindaco e dalla Provincia di Parma richieda un tempestivo intervento», sottoporrà alla giunta regionale «la proposta di scioglimento del cda, al fine di nominare un commissario che effettui le verifiche sulla regolarità della gestione, garantisca la gestione ordinaria e predisponga gli atti idonei a pervenire alla trasformazione dell'ente».

La proprietà

Il Centro termale «li Baistrocchì» è di proprietà del Comune di Parma, che detiene il 40% delle quote. Le restanti quote sono suddivise fra Provincia di Parma, Ausl e Asp, con il 20% in carico a ciascun ente. L'attuale Consiglio d'amministrazione, in carica dal marzo del 2011, è formato dal presidente Roberto Milani, già alla guida del precedente Cda, e dai consiglieri Aldo Passeri, Matteo Marosi, Bruno Mambríaní e Paolo Piva.

Martedì, 12 Febbraio 2013 12:48

Spot 5 Stelle

Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio
Ai candidati alle elezioni politiche 2013
Richiesta di sottoscrizione a nostri punti programmatici:
8 LEGGI DA FARE O DA ELIMINARE SUBITO
Il Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio è stato costituito formalmente il 29
Ottobre 2011 a Cassinetta di Lugagnano (Milano), data in cui è stato contestualmente dato l'avvio alla
campagna nazionale "Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori" per effettuare una ricognizione
totale sulla situazione urbanistica di ciascuno dei Comuni italiani.
Il Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio è un aggregato di associazioni e cittadini
di tutta Italia (sul modello del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua), che, mantenendo le
peculiarità di ciascun soggetto aderente, intende perseguire un preciso ed unico obiettivo: salvare il
paesaggio e il territorio italiano dalla deregulation e dal “cemento selvaggio”.
Al Forum aderiscono attualmente 879 Organizzazioni (85 associazioni nazionali e 794 tra associazioni e
comitati locali) che operano nel campo della salvaguardia del territorio, dell'ambiente, del paesaggio,
dei suoli agricoli, oltre a Reti fra Enti Locali, Organizzazioni agricole e forze professionali (urbanisti,
architetti, agronomi, pedologi ecc.). L’elenco aggiornato e completo è visibile qui:
L’ampia e variegata rappresentanza di forze che compongono il nostro Forum nazionale, ritiene che
le imminenti elezioni politiche rappresentino un momento importante per stimolare l’attenzione dei
futuri rappresentanti dei cittadini chiamati a far parte del nuovo Parlamento su alcune urgenti necessità
di cambiamento legate alla gestione del territorio.
Per tale motivo, rivolge a tutti i candidati la richiesta di sottoscrivere – in fede – questo elenco di
punti primari e di impegnarsi formalmente a rispettare tale decisione nella futura attività parlamentare,
garantendo sin d’ora la massima dedizione nel raggiungimento degli obiettivi qui definiti.
8 LEGGI DA FARE O DA ELIMINARE SUBITO …
1. Approvazione del DDL dedicato alla valorizzazione delle aree agricole e al contenimento
del consumo del suolo.
Tale DDL - approvato a fine legislatura dal Consiglio dei Ministri dopo essere stato discusso in sede di
conferenza unificata (quindi anche dagli esecutivi di regioni e provincie autonome, nonché dalle
rappresentanze degli enti locali, ANCI e UPI) - contiene una serie di importanti passi in avanti rispetto a
quella che il nostro Forum nazionale considera come una autentica emergenza: arrestare il consumo di suolo
agricolo.
A tutti i candidati chiediamo di voler garantire il proprio impegno personale ad accelerare l’iter parlamentare
del DDL “salvasuoli” (il cui testo approvato dal Consiglio dei Ministri è visibile qui:
immediatamente ad inizio legislatura.
Parallelamente, chiediamo ai candidati di voler sottoscrivere i seguenti emendamenti al DDL che suggeriamo
al fine di rendere il testo legislativo ancor più calzante con le finalità previste:
Articolo 1. Tra i principi fondamentali bisognerebbe inserire il richiamo all’art. 44 della Costituzione, che
recita “al fine di conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali, la legge
impone obblighi e vincoli alla proprietà terriera privata, ...”, nonché il fondamentale richiamo alla
Convenzione europea sul paesaggio sottoscritta a Firenze il 20 ottobre 2000 e ratificata dall’Italia nel
2006, la quale ricomprende entro la definizione di “paesaggio” tutti gli spazi naturali, rurali, urbani e
periurbani, sia quelli considerati eccezionali, sia quelli della vita quotidiana, sia quelli degradati.
Articolo 3. Il complesso delle fasi procedurali che i soggetti debbono ottemperare per arrivare a stabilire
l’estensione massima di superficie agricola consumabile, oltre ad essere troppo laborioso e lungo (circa 2
anni al netto dell’eventuale esercizio del potere sostitutivo), porterebbe sicuramente a nuove e generalizzate
previsioni di consumo di suolo, anche senza una effettiva e dimostrata necessità. Si ritiene sicuramente più
consono prevedere il divieto all’individuazione di nuove previsioni edificatorie su superfici agricole di
qualsivoglia classe d’uso del suolo, con l’obbligo della redazione e validazione di un censimento del
patrimonio edilizio esistente (edifici, aree ed infrastrutture), atto a certificare il residuo inutilizzato,
sottoutilizzato e/o recuperabile, al fine di programmare un riuso ed una riorganizzazione degli
insediamenti esistenti, nonché una progressiva riduzione delle aree edificabili previste non necessarie, in
quanto basate su errate e non reali previsioni demografiche.
Articolo 4. Estendere il vincolo di inedificabilità su tutte le superfici agricole, ad esclusione degli
interventi fondamentali e necessari all’attività agricola purché opportunamente inseriti nel paesaggio
circostante; ciascuna nuova autorizzazione deve comunque essere integrata da un atto notarile con cui il
proponente si impegna al mantenimento della destinazione dell'immobile a servizio dell'attività agricola,
con specifiche sanzioni in caso di non rispetto..
Articolo 7. Il DDL “salvasuoli” non prevede la proroga per l'anno 2013 dell'utilizzo da parte dei Comuni
dei proventi derivanti dai titoli abilitativi edilizi e dalle sanzioni (massimo 50 % per le spese correnti e 25 %
per la manutenzione del verde, delle strade e del patrimonio comunale), occorre però specificare e mettere
bene in chiaro che tale disposizione non consente che gli stessi proventi possano essere utilizzati dai
Comuni interamente per la spesa corrente o per le spese in conto capitale.
Analogamente, occorre provvedere all’abrogazione del comma 3 art. 4 della recente Legge 14 gennaio 2013
n. 10, con la quale viene nuovamente prevista la possibilità di utilizzare impropriamente (fino al 50 %) i
proventi derivanti dai titoli abilitativi edilizi.
Articolo 8. Modificare l’indicata “moratoria”, prevedendo una sospensione dell’efficacia dei vigenti
strumenti di pianificazione urbanistica che individuino interventi di qualsivoglia natura, sulle superfici
agricole (ad esclusione degli interventi già autorizzati), fino a quando non si sia redatto e validato il
prescritto censimento del patrimonio edilizio esistente (edifici, aree ed infrastrutture) e si sia approvata
una modificazione al vigente strumento di pianificazione che preveda la riduzione delle aree edificabili non
necessarie (in quanto basate su errate e non reali previsioni demografiche).
Io sottoscritto/a ……………………………………………… dichiaro di condividere la necessità di rendere
prioritaria l’approvazione del DDL “salvasuoli” da parte del Parlamento.
Dichiaro anche di concordare con le richieste di emendamento formulate dal Forum Italiano dei
Movimenti per la Terra e il Paesaggio, che mi impegnerò a proporre e sostenere durante
l’intero iter procedurale.
2. Proposizione di un DDL che regoli, tramite la partecipazione dei cittadini, la
pianificazione e la salvaguardia dei suoli liberi e del paesaggio, secondo lo spirito delle “linee
guida” formulate dal Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio.
La necessità di ridare alla pianificazione urbanistica un ruolo non “teorico” ma effettivamente basato su
bisogni/esigenze dei cittadini, è uno dei principali elementi che caratterizzano le attività del Forum Italiano
dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio. In particolare, una corretta pianificazione urbanistica deve essere il
frutto di una preventiva valutazione del patrimonio edilizio già esistente e vuoto/sfitto/non utilizzato; si
tratta di un elemento essenziale che, eppure, viene sistematicamente ignorato.
Occorrerebbe, dunque, una legge che regoli la materia; il Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il
Paesaggio sta lavorando alla redazione di una apposita Proposta di Legge d’Iniziativa Popolare che qui può
essere visionata e scaricata:
Io sottoscritto/a ……………………………………………… dichiaro di condividere la proposta di “linee
guida” formulate dal Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio per la
presentazione di un DDL – che mi impegno a presentare in Parlamento qualora eletto - che
regoli la partecipazione dei cittadini, la pianificazione e la salvaguardia dei suoli liberi e del
paesaggio.
3. Proposizione di un DDL che regoli il ciclo di vita degli immobili, includendo obblighi di
recupero degli inerti che ne riducano drasticamente lo smaltimento in discarica. Questa legge è
il necessario complemento all’incentivazione di forme di recupero edile a partire dal già edificato. Gli edifici
abbandonati diversi da quelli costruiti con tipologie e tecniche tradizionali o individuati come di pregio e
dunque caratterizzanti i nostri paesi e le campagne sono a tutti gli effetti dei rifiuti: non demolirli lascia
intatto lo sfregio che possono portare con la loro presenza al paesaggio; ma demolirli, oggi, significa
smaltirne i volumi altrove. La demolizione e ricostruzione degli immobili, o anche la semplice
ristrutturazione, evita sì il consumo diretto di nuovo suolo; tuttavia non garantisce che altro suolo sia di fatto
consumato o “inertizzato” con lo smaltimento di macerie e manufatti dismessi. I Paesi del Nord Europa
riciclano materiale edile in percentuali superiori all’85%. In questa graduatoria l’Italia si piazza ultima, con
un misero 10%. Lo smaltimento di inerti alimenta fenomeni criminali attraverso la gestione di cave uso
discariche più o meno abusive. Inoltre, lo smaltimento alimenta la domanda di nuovi inerti da prelevare in
nuove cave che rappresentano, senza eccezione, nuove ferite al territorio e al paesaggio. Tanto per citare un
esempio, la ricostruzione del centro storico dell’Aquila, quando e se avverrà, farà ricorso allo smaltimento
degli inerti in discarica: inerti che, stante le regole vigenti, possono anche essere costituiti da preziose pietre
cariche di storia. È tutto da dimostrare che questa pratica, forse in apparenza sensata sul piano economico
immediato, sia la più saggia in una prospettiva di lungo periodo e di calcolo corretto delle esternalità
negative.
Io sottoscritto/a ……………………………………………… dichiaro di condividere la proposta di
presentazione di un DDL – che mi impegno a presentare in Parlamento qualora eletto - che
regoli il ciclo di vita degli immobili e stabilisca l’obbligo di recupero degli inerti derivanti da
demolizioni – anche parziali – di edifici.
4. Proposizione di un DDL per l'abrogazione della legge Obiettivo, l. 443/2001. Riteniamo
quest'impegno “fondamentale”, nell'ambito di un'azione a tutela del paesaggio e per la salvaguardia del
territorio italiano. Questa norma è diventata negli anni un ombrello capace di contenere oltre 390 opere per
un valore di 367 miliardi di euro e cancellarla consentirà di riportare l'iter autorizzativo di detti interventi
(l'83% dei progetti che fanno riferimento al più grande piano d'investimenti della storia del Paese sono strade
e ferrovie) nell'ambito delle procedure ordinarie. Consideriamo, inoltre, che a dieci anni dalla legge è stato
realizzato solo l'un per cento delle opere, per un valore di 4,4 miliardi di euro, e ciò dimostra che quello della
legge Obiettivo non era un programma di reali priorità.
Io sottoscritto/a ……………………………………………… dichiaro di condividere la proposta di
presentazione di un DDL – che mi impegno a presentare in Parlamento qualora eletto – che
abroghi la legge Obiettivo n° 443/2001.
5. Proposizione di un DDL per la cancellazione dei commi 1, 2 e 3 dell'art. 33 del Dl n.
179/2012 "Sviluppo bis" commutato in Legge 17 dicembre 2012 n. 221 relativi alle grandi
opere infrastrutturali. Riteniamo anche quest'impegno “fondamentale”, nell'ambito di un'azione a tutela
del paesaggio e per la salvaguardia del territorio italiano. Questa norma infatti incentiva la realizzazione di
grandi opere infrastrutturali (di importo superiore a 500 mln di euro) anche in mancanza di un equilibrio del
piano economico, opere di cui non è sostanzialmente dimostrabile l'utilità ma che hanno un forte impatto sul
territorio, sul paesaggio e sull'ambiente; opere che inoltre ingenerano un debito nascosto e dilazionato a
carico dello stato, nel momento in cui, per coprire una gestione deficitaria, si ricorra agli strumenti previsti
dal provvedimento per scaricare più avanti nel tempo anche altri oneri sulla parte pubblica, per esempio con
lo strumento del subentro.
Io sottoscritto/a ……………………………………………… dichiaro di condividere la proposta di
presentazione di un DDL – che mi impegno a presentare in Parlamento qualora eletto – che
abroghi i commi 1, 2 e 3 dell'art. 33 del Dl n. 179/2012 "Sviluppo bis" commutato in Legge 17
dicembre 2012 n. 221 .
6. Proposizione di un immediato DDL che abroghi il cosiddetto “silenzio assenso” e il
"piano per le riqualificazioni delle città" (Legge 12 luglio 2011, n. 106 Conversione in legge, con
modificazioni, del decreto legge 13 maggio 2011, n. 70 - Semestre Europeo - Prime disposizioni urgenti per
l'economia nei seguenti punti del suo articolo 5:
- comma 1. Per liberalizzare le costruzioni private sono apportate modificazioni alla disciplina vigente nei
termini che seguono:
a) introduzione del" silenzio assenso" per il rilascio del permesso di costruire, ad eccezione dei casi in cui
sussistano vincoli ambientali, paesaggistici e culturali;
- comma 2, lettera a) numero 2), nella parte inerente l’introduzione del “silenzio assenso” al comma 8
dell’art. 20 del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380;
- commi dal 9 al 14, inerenti il devastante “piano per la riqualificazione delle città” (delocalizzazione,
volumetrie aggiuntive, permesso a costruire in deroga agli strumenti urbanistici, approvazione strumenti
urbanistici esecutivi in Giunta comunale …) che, oltre ad aver creato gravi problematiche interpretative in
tutte le Regioni, sta "duplicando" gli effetti dei vari piani casa regionali.
Io sottoscritto/a ……………………………………………… dichiaro di condividere la proposta di
presentazione di un DDL – che mi impegno a presentare in Parlamento qualora eletto - che
abroghi il cosiddetto “silenzio assenso” e commi seguenti.
7. Proposizione di un immediato DDL che abroghi la possibilità – per il Governo o lo Stato -
di dichiarare siti "di interesse strategico per la difesa militare della nazione e dei nostri
alleati" e, di conseguenza, non consenta più l’autorizzazione di progetti edificatori in deroga
alle vigenti leggi urbanistiche (è il caso, ad esempio, del Muos di Niscemi ...).
Io sottoscritto/a ……………………………………………… dichiaro di condividere la proposta di
presentazione di un DDL – che mi impegno a presentare in Parlamento qualora eletto - che
abroghi la possibilità di dichiarare siti "di interesse strategico per la difesa militare della
nazione e dei nostri alleati".
8. Assunzione dell’impegno a non approvare per il futuro norme in campo urbanistico,
edilizio, paesaggistico, culturale o ambientale, in contrasto con i principi di tutela del
territorio, dei beni culturali, del paesaggio, dei suoli liberi e dell’ambiente in genere. Questa
richiesta di impegno può apparire semplicistica, ma nel corso degli anni (nel recente periodo, in particolare)
l’approvazione di norme in stridente contrasto con l’articolo 9 della Costituzione o con quelle di rispetto
urbanistiche e paesaggistiche, ci suggeriscono di non dare nulla per scontato …
Io sottoscritto/a ……………………………………………… mi impegno a rispettare le leggi urbanistiche
vigenti e il codice dei beni culturali e del paesaggio e a non approvare leggi o normative in loro
contrasto.
Sabato, 09 Febbraio 2013 08:06

Il nostro candidato in Parlamento

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