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Giovedì, 03 Marzo 2016 15:50

La nostra lettera sul mandato Del Sindaco

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Al Presidente del Consiglio Comunale Comune Salsomaggiore Terme Oggetto: Errore materiale.


Deliberazione Consiglio Comunale n. 1 del 22.01.2016 Il sottoscritto Consigliere Comunale Movimento 5 Stelle Franco Bressanin, in merito all'errore materiale in cui è incorsa l'amministrazione comunale nella delibera in oggetto indicata ovvero errato conteggio dei presenti e degli assenti nonchè il mancato inserimento dello scrivente negli appartenenti ai consiglieri comunali, contestata in data 10 febbraio 2016 a cui seguiva una non precisata nota del segretario comunale con relativa pubblicazione.

P R E M E S S O

che ai fini dell’inquadramento di un atto amministrativo non assume rilievo dirimente l’autoqualificazione data dall’amministrazione emanante, dovendosi invece aver riguardo al suo contenuto sostanziale ed alla funzione da esso perseguita, si osserva che l’istituto della rettifica consiste nella eliminazione di errori ostativi o di errori materiali in cui l’amministrazione sia incappata, di natura non invalidante ma che diano luogo a mere irregolarità. Affinché ricorra un’ipotesi di errore materiale in senso tecnico-giuridico, occorre che esso sia il frutto di una svista che determini una discrasia tra manifestazione della volontà esternata nell’atto e volontà sostanziale dell’autorità emanante, obiettivamente rilevabile dall’atto medesimo e riconoscibile come errore palese secondo un criterio di normalità, senza necessità di ricorrere ad un particolare sforzo valutativo e/o interpretativo, valendo il requisito della riconoscibilità ad escludere l’insorgenza di un affidamento incolpevole del soggetto destinatario dell’atto in ordine alla corrispondenza di quanto dichiarato nell’atto a ciò che risulti effettivamente voluto.

Né alla rettifica si può far luogo oltre un congruo limite temporale, onde non pregiudicare la certezza dei rapporti, specie in caso di incidenza pregiudizievole sulla situazione giuridica del destinatario dell'atto. Consiglio di Stato N. 1036 del 05.03.2014 Perché per un atto amministrativo può parlarsi di errore materiale, con la relativa possibilità per l’Amministrazione di procedere alla sua correzione, allorquando esso emerga "ictu oculi", e non anche nei casi in cui per la sua individuazione occorra risalire, all’interpretazione della volontà dell’Amministrazione (cfr. Cons. St., sez. IV, 23 dicembre 1998 n. 1907),secondo cui l'errore materiale nella redazione di un provvedimento amministrativo si concretizza quando il pensiero del decisore sia stato tradito ed alterato al momento della sua traduzione in forma scritta, a causa di un fattore deviante che abbia operato esclusivamente nella fase della sua esternazione, sempreché tale divario emerga direttamente dall'esame del contesto stesso in cui l'errore si trova; tale situazione non ricorre quando la correzione implica nuove operazioni che esulano dal campo della mera rettifica, come nel caso di modifica in senso peggiorativo della motivazione degli atti a suo tempo compilati, con l'intento di giustificare in via postuma l'operato). D’altra parte, presupposto del procedimento di rettifica è un errore materiale compiuto dall’Amministrazione che si intende eliminare, affinché il contenuto del provvedimento risulti conforme alla reale volontà di chi lo ha adottato.

Il verbale della seduta costituisce l'elemento essenziale della esternazione e della documentazione delle determinazioni amministrative degli organi collegiali, nonchè la condizione necessaria perché le determinazioni stesse acquistino valore di espressione di potestà amministrative. T. A.R Sicilia sez. Catania Sentenza n. 1311 del 14.07.2009 La giurisprudenza è, infatti, costante nell’affermare che la rettifica è il provvedimento mediante cui, di regola, viene eliminato l’errore materiale in cui è incorsa l’Autorità emanante nella determinazione del contenuto del provvedimento (cfr., ex multis, T.A.R. Sicilia, Palermo, Sez. II, 8 ottobre 2012, n. 1973). Invero, la rettifica, quale provvedimento di secondo grado volto alla semplice correzione di errori materiali o di semplici irregolarità involontarie (cfr. T.A.R. Sicilia, Palermo, Sez. II, 13 luglio 2012, n. 1548), si distingue profondamente dall’annullamento d’ufficio e dalla revoca, non avendo natura di vero e proprio provvedimento di riesame e non essendo assoggettato alla disciplina di cui all’art. 21-nonies della l. n. 241/1990, in quanto: a) non riguarda atti affetti da vizi di merito o di legittimità e non presuppone alcuna valutazione, più o meno discrezionale, in ordine alla modifica del precedente operato della P.A. (cfr. T.A.R. Sicilia, Palermo, Sez. II, n. 1548/2012, cit.), anzi secondo parte della giurisprudenza, ha natura doverosa, in luogo della discrezionalità insita nel potere di annullamento d’ufficio (T.A.R. Calabria, Catanzaro, 7 luglio 1988, n. 297); b) non coinvolge la valutazione dell’interesse pubblico sotteso all’emanazione del provvedimento di primo grado (cfr. T.A.R. Sicilia, Palermo, Sez. II, n. 1973/2012, cit.); c) non comporta nessuna valutazione tra l’interesse pubblico e quello privato sacrificato (cfr. T.A.R. Trentino Alto Adige, Bolzano, Sez. I, 19 luglio 2009, n. 271); d) non richiede una motivazione rigorosa (T.A.R. Sicilia, Palermo, Sez. II, n. 1973/2012, cit.); e) si distingue, altresì, dalla regolarizzazione e dalla correzione, le quali, normalmente, comportano l’integrazione dell’atto (T.A.R. Sicilia, Palermo, Sez. II, n. 1548/2012, cit.). Si aggiunga che, per consolidato orientamento giurisprudenziale di questo Consiglio di Stato, il provvedimento di rettifica è espressione di una funzione amministrativa di contenuto identico, seppure di segno opposto, a quella esplicata in precedenza. Tale funzione deve, dunque, articolarsi secondo gli stessi moduli già adottati, senza i quali rischia di risultare monca o, comunque, difettosa rispetto all’identica causa del potere, sicché l’amministrazione è tenuta a porre in essere un procedimento omologo, anche per quel che concerne le formalità pubblicitarie, di quello a suo tempo seguito per l’adozione dell’atto modificato, richiedendosi una speculare, quanto pedissequa, identità dello svolgimento procedimentale (v. in tal senso, per tutte, Cons. Stato, Sez. VI, 11 maggio 2007, n. 2306). VISTA La giurisprudenza della Cassazione e la sentenza del Consiglio di Stato sez. II 28 maggio 1993 n. 388 dalla quale si evince che il verbale di un atto collegiale può essere sempre rettificato per correzione di errori materiali, anche se la correzione attiene al risultato della votazione e che ne deve essere data comunicazione all'organo interessato, perchè ne prenda atto. Per quanto premesso RICHIEDE che al prossimo consiglio comunale venga inserito all'ordine del giorno e conseguente votazione il seguente punto : Presa d'atto rettifica errore materiale, conteggio dei presenti e degli assenti, nonché mancato inserimento consigliere Franco Bressanin, deliberazione del consiglio comunale n. 1 del 22 gennaio 2016; nel caso la presente richiesta non dovesse essere accolta si richiede risposta scritta circa i motivi del mancato accoglimento, per la successiva contestazione presso l'autorità giudiziaria competente. Salsomaggiore Terme 03 marzo 2016 Il consigliere Franco Bressanin

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