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Mercoledì, 16 Gennaio 2013 09:49

Arrivano le manette insieme alla neve In evidenza

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Dopo “Green Money” ed “Easy Money”, ecco arrivare l’inchiesta “Public Money” a dare nuovamente lustro alla politica parmigiana.

Un nome, un programma. Sono infatti stati arrestati con l’accusa di peculato e corruzione Pietro Vignali, ex sindaco di Parma; Andrea Costa, ex presidente del CdA e consigliere delegato di STT Holding S.p.a e ALFA S.p.a.; il consigliere regionale del Pdl nonché vicepresidente di Iren Luigi Giuseppe Villani; l'editore del quotidiano Polis e presidente del Cda di Iren Angelino Buzzi.

In totale, 17 indagati e beni sequestrati per 3,5 milioni di euro.

Dalle indagini è emerso che gli indagati “hanno tenuto costantemente, nel corso di più anni - scrivono le Fiamme Gialle- una condotta fraudolenta finalizzata ad accumulare ingenti ricchezze da destinare ad usi strettamente privati, quali tra gli altri il finanziamento della campagna elettorale per le elezioni amministrative di Parma del 2007; la fidelizzazione della popolazione parmense e non ad un particolare “movimento politico” anche al fine di una eventuale candidatura alle successive elezioni politiche nazionali; al controllo della stampa locale".

In sostanza, Vignali e gli altri arrestati si sarebbero appropriati di fondi pubblici del Comune utilizzandoli per spese elettorali, per effettuare assunzioni pilotate nelle strutture pubbliche e anche distribuendoli a parenti e amici.

Dalle carte emerge anche che Enia ha sovvenzionato la campagna elettorale di Vignali con 600mila euro.

Il gruppo di potere ha poi inglobato Polis Quotidiano (che in un primo tempo faceva opposizione alla giunta) grazie ad un accordo con l'editore Buzzi, premiato con l'ingresso nel Cda di Iren. 

Dall'inchiesta risulta infine che allo scoppio dei primi scandali Vignali e Villani abbiano cercato di occultare beni e di condizionare le indagini rivolgendosi a nomi celebri della politica italiana come Gianni Letta ed Alfano, sollecitando inoltre interrogazioni parlamentari da parte del senatore del Pdl Berselli.

Nel 2011 l'ex Sindaco parlò anche con l'avvocato Ghedini e si recò ad Arcore, sfruttando la conoscenza dell'escort di Reggio Emilia Nadia Macrì per arrivare a Berlusconi.

Queste sono solo le prime informazioni che possiamo apprendere dai media locali e nazionali, ma la vicenda sembra promettere una lunga lista di nomi coinvolti nell’ennesimo gioco di potere ai danni dei cittadini.

La situazione di Parma non è che un piccolo riflesso di tutto quello che accade a livello nazionale.

Tra poco ci saranno le Elezioni Politiche, non rimane che a noi la possibilità di mandare a casa questa gente.

 

PARMAGATE: alle elezioni non fateci una croce sopra

 

 

Articolo Gazzetta

Articolo Fatto Quotidiano

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