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Mercoledì, 01 Marzo 2017 18:05

L’ennesimo spreco In evidenza

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Nel prossimo Consiglio Comunale saremo chiamati a decidere l’ingresso del nostro comune nella destinazione turistica “Emilia”. Per comprendere cosa sia questo ente, che unisce le province di Parma, Piacenza, Reggio e i comuni che ne fanno parte, partiamo subito da quelle che sono le finalità: nel suo regolamento troviamo un semplice riferimento alla legge regionale dove si trova la dicitura: “Ai fini dell'organizzazione della promo-commercializzazione del turismo dell'Emilia-Romagna”.

È palese che questa formula, oltre ad essere estremamente vaga, può avere un campo di applicazione pressoché illimitato; inoltre l’aggiunta della frase, sempre nel regolamento, di: “Ogni altra funzione in materia turistica conferita dalla Regioni o dagli enti pubblici aderenti”, ne amplia ancora di più la portata. Inoltre, va sottolineato come gli stessi enti pubblici aderenti dovranno versare un canone annuo che sarà pattuito dall’assemblea dell’ente Emilia.

Da qui possiamo trarre una prima conclusione: stiamo per entrare in un ente di cui non si sa cosa concretamente faccia, senza sapere quanto andremo a spendere. Ancora più strana è la decisione di dare la priorità, al personale dell’ente, tra i dipendenti della regione distaccati presso le province e la città metropolitana di Bologna; è incomprensibile la motivazione di un simile vincolo.

Infine pensiamo che l’aggregazione tra queste province, date le loro differenze porterà a continui attriti e paralisi, soprattutto quando si dovrà stabilire quali eventi sponsorizzare maggiormente. 

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