Ambiente & Urbanistica
Martedì, 29 Gennaio 2013 15:08

Salviamo i campetti di Salso! In evidenza

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Sono ormai diversi anni che ho lasciato Salso. Torno giusto ogni tanto a Pasqua, Natale e qualche fine settimana durante l’anno. Questo mio andare e tornare mi aiuta però a notare in maniera ancora più netta il declino che la mia città sta subendo negli ultimi due lustri. I turisti che non tornano più, gli alberghi che chiudono, i bar e ristoranti che non ce la fanno ad affrontare la stagione e le terme che stanno andando in rovina.

D’accordo, c’è stata una grande crisi che ha ridimensionato le spese delle famiglie della zona, ci sono state pessime amministrazioni comunali ed una mancata politica di rinnovamento che sta permettendo ad una ridente città come Salsomaggiore di morire piano piano. Peccato che i miracoli amministrativi siano molto rari e la risurrezione sia difficile se non si interviene in tempo.

Un fattore che mi sdegna in particolar modo, in concomitanza alla mancata rivalutazione del territorio, è la cattiva manutenzione delle strutture che già possediamo e che potrebbero essere utilizzate molto meglio a favore del cittadino. Voglio portare come esempio il degrado dei campetti da calcetto.

Innanzitutto, mostro questo esempio per il valore affettivo che nutro verso questi. Tutta la mia infanzia fino all’età adulta si è consumata passando sabati e domeniche a fare infiniti tornei alla Bertanella, al Don Bosco, a Sant’Antonio. Era un’attività salubre, una competizione sana che riuniva tutte le compagnie di Salso e fuori, che solidificava amicizie e rinnovava sfide nel tempo. Pomeriggi passati a cercare di migliorarsi, a sfogarsi, a sudare via i compiti in classe, le interrogazioni e le alzatacce della settimana trascorsa. Non scordiamoci che in questi campetti sono pure cresciuti giovani che hanno fatto strada come calciatori, uno su tutti Giuseppe Rossi.

Cos’è successo a questi campetti? Come ho potuto verificare di persona, sono tutti in disuso e, nella maggior parte dei casi, in avanzato stato di degrado. Approssimativamente ci sono una decina di campi liberi nel comune di Salso ma nessuno è praticabile. Quasi sempre mancano le reti della porta, quasi sempre le recinzioni sono mancanti o insufficienti a prevenire che il pallone vada a finire nel Ghiara o contro auto e abitazioni. Quasi tutti non si attengono agli standard di sicurezza, con chiodi e viti sporgenti e porte non assicurate al terreno.

Il paradosso più grande è quello che riguarda il campo di via Andrea Costa. Costruito 13-14 anni fa, adesso è senza porte, senza canestri, con le reti di protezione completamente distrutte ma, inspiegabilmente, da anni rimane illuminato tutta la notte… alla faccia del contenimento degli sprechi! Oppure il campo della chiesa di Tabiano, costruito sulla collinetta che porta all’entrata della chiesa e praticamente senza recinzioni. E che dire della Bertanella? La parte che da sul Ghiara è completamente aperta. Chi ci va a giocare sapendo che la palla finirà in fiume dopo due tiri?

L’amministrazione non sfrutta queste risorse che richiederebbero un investimento minimo ed aiuterebbero i ragazzi, spesso accusati di stare sempre davanti a Facebook o alla televisione la domenica pomeriggio, a ritrovare un’attività sana ed intelligente. Le cooperative giovanili e i centri estivi per bambini potrebbero riutilizzarle per altre attività ludiche e si recupererebbe un luogo sportivo come punto d’incontro fra giovani appassionati.

La soluzione? Innanzitutto è meglio avere “una” struttura completamente praticabile piuttosto che dieci inutilizzabili. Un’azienda di costruzioni potrebbe dare l’esempio. In cambio di uno sponsor o di un riconoscimento, e con l’aiuto di un’agevolazione comunale, questa potrebbe occuparsi della risistemazione di un campo con un investimento irrisorio.

Inoltre, il comune può impegnarsi a nominare un custode volontario per alcune di queste strutture. La solidarietà è una nostra dote come emiliani e trovare una minima attività di volontariato sicuramente non sarebbe difficile.

 

"l'autore dell'articolo non è affiliato con il Movimento 5 Stelle ma solleva una questione che il nostro movimento prende in considerazione"

 

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